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Per il cercatore di funghi e tartufi saper riconoscere gli alberi sotto i quali nascono diventa fondamentale, questo perché sarà impossibile incontrare un porcino in un bosco di ontani o una spugnola tra i castagni, per questo presentiamo alcune specie arboree da memorizzare e saper riconoscere nella nostra ricerca.

LE BETULLE – betula sp.

Sono piante diffuse in tutta Europa sia in zone siccitose e pianeggianti che in altitudine;in Italia ne esistono diverse specie fra le più importanti ricordiamo laBetula Pubescens che raggiunge i 15/20 metri di altezza. Ha un tronco liscio o finemente striato con foglie ovoidale, acute, col margine finemente seghettato e di colore verde scuro. Mentre la Betula pendula raggiunge i 25 metri di altezza; le foglie sono di forma triangolare sempre con il margine finemente seghettato e di colore verde pisello, poi giallo cromo in autunno.I funghi simbionti per eccellenza delle betulle, sono i porcinelli (leccinum spec.).

I PIOPPI – Populus sp.

Tra i pioppi più diffusi in Italia ricordiamo il pioppo tremulo (populus tremula)con foglie ovali-tondeggianti che ha il suo habitat in alta montagna; il pioppo nero (populus nigra) con foglie triangolari e con il margine dentato e chioma arrotondata; il pioppo bianco (populus alba) dalla corteccia biancastra con fessure a forma di rombo, molto diffuso. L’altezza dei pioppi arriva fino a 20 metri di altezza con la corteccia liscia e con colorazioni da bianco a verdastro fino a grigio scuro negli alberi più giovani. Negli individui più vecchi la corteccia rimane rugosa e con fessure.I pioppi sono ottime piante da funghi come i piopparelli (acrocybe aegerita), i porcinelli ( leccinum spec.) e in primavera da verpe (ptycoverpa bohemica) .Inoltre i pioppeti di collina e di pianura sono i luoghi perfetti dove incontrare il tartufo bianco pregiato (tuber magnatum)

IL LECCIO – Quercus ilex

Questo albero cresce lungo la fascia mediterranea temperata nonché nelle zone termofile di Collina intorno ai laghi. Il Leccio è un albero sempre verde,raggiunge fino a 25 metri di altezza, ha un aspetto cespuglioso e il fusto è raramente dritto a volte diviso alla base, la corteccia resta liscia e grigiastro all’inizio per poi screpolarsi. Le foglie più rotonde alla base, sono verde scuro lucido nella parte superiore e verde chiaro nella parte inferiore, hanno forma lanceolata (2-9 cm) con margine intero o finemente dentato. Produce delle ghiande verdastre, che maturano in autunno, singole o a gruppi. Il Fungo che nasce per eccellenza su questa pianta è il porcino invernale (leccinum lepidum), ma si trovano anche i Boleti più famosi, l’ Amanita caesarea, i Galletti e le Russole. Tra i tartufi è una pianta adatta alla crescita del tartufo estivo (Tuber aestivum).

IL CASTAGNO – Castanea estiva

È un albero molto diffuso nonché coltivato in quasi tutta Italia. Si sviluppa in grandi dimensioni e in grandi altezze arrivando fino ai 30 metri con una corteccia che negli esemplari più giovani rimane lucida esci screpola con il tempo. Le foglie sono lanceolate di colore verdastro lucide e seghettate al margine. I frutti sono le famose castagne racchiuse in un riccio e si posiziona al primo posto come la latifoglia più conosciuta per la ricerca di funghi. Nelle loro zone si incontrano tutti i porcini i Galletti le mazze da tamburo Russole di ogni genere trombette dei morti, ovuli ed Amanita, steccherini dorati e tanto altro ancora.

IL FAGGIO – Fagus selvatica

Questo albero è molto diffuso in Europa e in grande parte dell’Italia legandosi bene alle conifere arriva fino ai1800 metri di altitudine collocandosi, fra le latifoglie, la più amata dai cercatori. Il suo tronco cresce in modo regolare raggiungendo i 35 metri di altezza ed una chioma massiccia e ramificata e poco fitta. La corteccia in gioventù è di colore grigio-marroncino e resta liscia o finemente scanalata con l’eta’. Le foglie sono verde chiare diventando giallestre poi rosse in autunno; sono ovali, con il margine ondulato e lucide su entrambe le facciate. Sotto ai faggi il protagonista è il Boletus Edulis mentre quasi assente il Boletus Aereus. Tra gli altri funghi che si trovano nei pressi di un faggio ricordiamo le trombette i galletti mazze da tamburo la Russola cyanoxantha oltre a vari Boletus (Reticulatus,Pinophilus, Regius) e, durante la stagione primaverile Hygrophorus marzuolus.

LA ROVERELLA – Quercus Pubescens

Questa latifoglia, è sicuramente la quercia più diffusa in Italia dove riusciamo ad incontrarla fino a 1200 metri di altitudine raggiungendo i 25 metri di altezza. Il nome Pubescens (peloso) è un indizio il quale ci ricorda la caratteristica peluria che ricopre foglie e gemme. Il fusto è regolare la chioma è espansa e la corteccia di colore bruno-grigiastro è liscia negli esemplari più giovani diventando profondamente solcato con l’età. Le foglie sono verde-scure nella parte superiore e grigio-verdognolo in quella inferiore con una forma ellittica-allungata hanno la caratteristica di avere lobi arrotondati che terminano in un appuntito apice. I loro frutti, le ghiande vengono spesso utilizzate per nutrire i suini. La Roverella è un ottimo albero croce nei periodi piovosi e caldi si sviluppano molti funghi nonché, per tutto l’anno tutta la gamma dei tartufi neri v (Tuber Aestivum, Melanosporum,Uncinatum).

IL CERRO – Quercus cerris

Latifoglia molto diffusa negli ambienti collinari ed appenninici raggiungendo i 1300 metri di altitudine è una pianta che predilige gli ambienti esposti al sole in terreni acidi. I tronchi sono regolari raggiungono i 35 metri di altezza con chiome fitte e non espanse. La corteccia presenta profonde saldature rossicce già negli alberi più giovani ed è di colore grigio-brunastro. Le foglie lucide e di colore verde-scuro diventano rosse in autunno rimanendo essiccate sul ramo fino all’inverno; i suoi frutti sono delle piccole ghiande verdi ricoperte da una cupola bruna. Il Cerro è un ottimo albero da tartufo nero oltre che regno di diverse specie funginee, soprattutto porcini (Reticulatus, Aereus).

I CARPINI – Carpinus sp.

Cresce fino a 700/800 metri di altitudine spesso vicino a querce raggiungendo i 20 metri di altezza nel carpino bianco (carpinus betulus) con un fusto fatto di scanalature e costole con una corteccia esile e grigiastra e delle foglie verde chiare dentate e con una forma allungata ed un apice accuminato. È un ottimo albero da tartufi bianchi e neri. Mentre il Carpino nero (Ostrya carpinifolia) che arriva fino ai 1200 metri di altitudine il suo tronco è eretto e la sua chioma allungata. Le foglie di colore verde scuro con margine seghettato apice appuntito ed evidente nervatura centrale, sono di forma ovale. I frutti sono acheni di colore verde chiaro riuniti a grappolo. È una buona pianta per cercare i porcini neri ed estivi.

GLI OLMI – Ulmus sp.

Questi alberi si diffondono dalla pianura all’ambiente montano e bisogna ricordare che a causa di una malattia, la grafiosi, si sono numericamente ridotti. Le specie sono state incrociate tra loro ed è nato l’ulmus glabra (Olmo montano) e l’Ulmus minor (Olmo campestre). Gli Olmi hanno una corteccia dapprima liscia in seguito squamosa e di color marroncino. Le foglie sono di colore verde chiaro e diventano giallastre in autunno; sono di forma ovoidale allargate alla base e con il margine seghettato. Raggiungono i 20/25 metri di altezza e sono gli alberi preferiti dalle spugnole gialle (Morchella Esculenta).

PINO DOMESTICO – Pinus Pinea

È diffuso in tutti gli ambienti mediterranei e costieri dove forma anche delle foreste; è presente anche in Australia e California. Ha un tronco corto e una grande chioma sferica ed espansa che assomiglia alla forma dell’ombrello con una altezza che arriva a 22 metri. La corteccia è spessa fessurata in grandi placche verticali di colore bruno-rossiccio. Nei rami nascono le pigne, grandi ed ovoidali dove fuoriescono i semi, i noti pinoli; e gli aghi coriacei sono di colore verde-scuro. Fra le specie più diffuse intorno al Pino domestico troviamo le Finferle, le morette e le spugnole nere. Tra i tartufi il più diffuso è senza dubbio il bianchetto.

PINO SILVESTRE – Pinus Silvestris

È una conifera sempre verde che raggiunge anche i 40 metri di altezza ed è diffuso soprattutto nelle regioni alpine italiane. Predilige terreni calcarei, resiste bene al freddo ed al vento e si diffonde maggiormente sui versanti esposti al sole. Ha una forma espansa caratterista e lo deve alla disposizione dei rami e della chioma. La corteccia si presenta di color grigio-rossastra e di colore rosso mattone nei pressi dei rami. Sotto ai suoi aghi di colore verde e tipicamente ritorti a forma di elica sono diffusi i tricolomi T.Portentosum, T.Terreum) il Boletus Edulis ed il Boletus Pinophilus e Russo e Sanguinelli; non è una pianta amante dei tartufi.

L’ABETE ROSSO – Picea Abies

Diffusa soprattutto in ambiente alpino raggiunge fino a 2200 metri di altitudine è raramente si osserva sotto gli 800 metri. Ha un tronco eretto ed una chioma dalla forma conica con una corteccia inizialmente rossastra fino a bruno-grigiastra negli esemplari più adulti. Gli aghi sono appuntiti, dalla sezione quadrangolare, e le pigne o strobili sono cilindrici e di colore verde rossiccio. L’Abete rosso alto fino a 60
metri ha un sottobosco che con la sua umidità favorisce la nascita di tantissime specie di funghi come porcini e galletti.

L’ABETE BIANCO – Abies Alba

È diffuso in formazioni miste o pure fra i 400 e i 2100 metri di altitudine sia sulle Alpi sia sugli Appennini. Il fusto è dritto caratterizzato dalla presenza di fitti rami con chioma generalmente piramidale ed una altezza che raggiunge i 35-40 metri. Ha una corteccia liscia di colore bianco grigiastro argenteo che con il tempo diventa rugosa e screpolata. Gli aghi perenni e di colore verde lucido sono appiattiti, rigidi ed inserti singolarmente sui rametti disposti a guisa di doppio pettine. Le pigne sono rivolte verso l’alto con forma cilindrica e colore dapprima verde pallido poi marroncino rossastro. Fra i funghi più rappresentativi ricordiamo Hygrophorus marzuolus.

IL LARICE – Larix Decidua

È l’albero che raggiunge le altitudini più elevate fino ai 2500 metri di altitudine è l’unica conifere che perde totalmente le foglie (aghi) durante l’inverno. Il tronco è dritto o ricurvo alla base, questo avviene in base alle condizioni dell’ambiente nel quale si sviluppa (neve, roccie). La corteccia è molto fessurata e di colore grigio-brunastro con sfumature rossastre. Le pigne sono di colore verde chiaro, poi brunastre è tipicamente rivolte all’interno e sotto ai suoi aghi nascono numerosi i “laricini” (Suillus grevillei) buon commestibile privato della cuticola.