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Luglio resta un mese imprevedibile e particolare per la raccolta dei funghi, soprattutto per due motivi: l’umidità e il vento. La prima ci impone di seguire le precipitazioni, dove non bisognerà accontentarsi ma essere sicuri che l’acqua piovana abbia bene impregnato il terreno, altrimenti si rischia che scivoli via.
Mentre basterà una sola giornata di vento forte per annullare l’effetto positivo di una buona pioggia. Se dovesse accadere ciò il consiglio resta quello di indirizzarsi verso canaloni più riparati, i quali potrebbero neutralizzare l’effetto nocivo del vento.

A volte tali luoghi, sono attraversati da ruscelli che contribuiscono a mantenere il giusto grado di umidità. In questo mese così asciutto, un altro consiglio da adattare è quello di cercare i funghi in salita, perché la visuale è migliore e ci permette di intravedere sporgenze dalle foglie, dai massi o alla base dei tronchi dove l’umidità è più alta. Se la stagione procede bene possiamo iniziare ad imbatterci, nei castagneti più alti, in gruppi di Russula (Vespa, aurata o cyanoxantha ), l’amanita cesarea o profumati Finferli.

 

 

Da considerare che nei boschi più aperti, con un po’ d’acqua caduta e nei tratti soleggiati, c’è la possibilità di incontrare la Russula più ambita chiamata il “Verdone” ( Russula virescens).

Sotto il Pino ( Pinus Nigra) alcune specie di Suillus (Granulatus e Luteus) invadono letteralmente i sentieri, garantendo ottime raccolte. Essendo il periodo abbastanza siccitoso e i luoghi sensibili al caldo, precisiamo che le buttate dei funghi potrebbero essere sporadiche e poco durevoli, magari ottime raccolte ma senza possibilità di replica in tempi brevi. Nella seconda metà del mese, sempre se il tempo ci accompagna, sotto castagno coltivato e faggio arrivano gli ottimi Boleti (Regius appendiculatus , Pinophilus, Edulis, Xerocomus Badius, Reticulatus o Aestivalis).

Quest’ ultimo lo si trova da Maggio ad Ottobre, all’inizio sotto il castagno, in seguito sotto Faggio e Abete rosso, dove, se i temporali ci sono stati ed il vento non ha infierito, allora il fungo cresce in modo notevole sia come esemplari, che in grandezza. L’Aestivalis è un fungo termofilo, cioè che ama il calore; può capitare di rinvenirne intere colonie nei bordi del bosco o nei sentieri, ovvero nei posti più soleggiati spesso con una pendenza minima, che garantisce alla poca acqua dei temporali di filtrare nei terreni e renderli umidi. Se fa molto caldo si può salire di altitudine, anche fino a 2000 mt dove oltre ai Boleti si possono incontrare ottimi Prataioli (Agaricus Campestre e Arvensis) e Gambesecche (Marasmius Oreades). A voltre le buttate durano diversi giorni grazie alle nebbie serali o qualche pioggia che garantisce l’ottimo grado di umidità, ma senza vento, nemico numero uno, che ne preclude inesorabilmente la crescita.